Sono partiti come sistemisti in Emilia Romagna e oggi sono presenti in 152 Paesi del mondo. Quella di FlashStart Group, azienda focalizzata sulla sicurezza online, è la storia di un progetto che ha saputo sfruttare le competenze italiane, il Made in Italy, arricchendolo con una mentalità globale. La racconta ad Assoprovider, il Ceo, Francesco Collini:
«Nasciamo nel 2001 come azienda di integrazione di sistemi. All’epoca eravamo sistemisti puri e lavoravamo in Emilia Romagna, tra Piacenza e Rimini. Per i primi otto anni installavamo firewall e DNS in cloud. Nel 2012 decidiamo di lavorare su un nostro prototipo con l’obiettivo di aumentare la sicurezza nell’uso del cloud per le nostre aziende. Così è nata la soluzione FlashStart», racconta Collini.
Come funziona FlashStart
FlashStart sfrutta l’intelligenza artificiale per catalogare domini pericolosi e investiga le attività di Internet, attraverso il machine learning, per prevenire la risoluzione DNS di siti pericolosi o inappropriati. Grazie a un suo applicativo, CloudBox, che può essere fisico o virtuale, favorisce l’ottimizzazione delle operazioni di richiesta e risoluzione DNS. Inoltre la sua rete, composta da svariati Data Center in ogni continente, “riesce a garantire un servizio stabile e veloce a livello globale”:
«Nei primi anni ci siamo focalizzati sul mercato italiano. Nel 2016 veniamo chiamati da Bintec, azienda tedesca leader nella produzione di router. Ci dicono di non essere contenti delle soluzioni di sicurezza e di voler provare la nostra. Che un’azienda tedesca guardasse a una soluzione tech italiana ci ha inorgoglito. Abbiamo allora aperto il nostro primo database su Francoforte», prosegue Collini.
L’espansione internazionale
Il primo cliente internazionale sposta l’attenzione di Collini e del suo team dall’Italia all’estero: «È diventata per noi una sfida. Ci siamo detti che se la soluzione va bene per la Germania, può andare bene in tutto il mondo», ricorda Collini. Da lì l’azienda ha iniziato ad aprire degli uffici all’estero, prima nel Regno Unito, poi in Canada per poi espandersi in Asia. Intanto il team cresce e oggi impiega 20 persona (età media 25-35 anni):
«La Pandemia e la gestione italiana della crisi sanitaria hanno accelerato la nostra espansione all’estero e ci hanno permesso di imparare la lezione della flessibilità e duttilità. Se sai metterti in discussione ogni giorno, capire come ragionano le persone in ogni nazione nelle quali offri le tue soluzioni, puoi competere anche contro le multinazionali americane. Siamo tutti bravi a presentare prodotti e realizzare software performanti, ma pochi sanno ascoltare. L’ascolto dei clienti, come dei tuoi collaboratori, è fondamentale per proiettarsi nel futuro», consiglia Collini.
L’incontro con Assoprovider
«Il Titanic è affondato in una notte, laddove tante piccole barche sarebbero riuscite a salvarsi. Nella nostra visione, gli operatori di prossimità, quando si consorziano, possono prevalere e creare una cultura di fiducia con i clienti. Ecco perché abbiamo scelto di associarsi ad Assoprovider, dopo aver letto un “post” di Marcello Cama (vice presidente e responsabile comunicazione, ndr)», racconta Collini.
FlashStart Group ha stretto le relazioni con Assoprovider fino a diventare uno dei suoi partner.
Cosa si aspettano Collini e il suo team dall’associazione degli operatori di prossimità?
«Innanzitutto, che ci supporti nella divulgazione della cultura della sicurezza informatica, un asset sempre più decisivo oggi per ogni azienda. E poi di supportarci nella valorizzazione del Made in Italy. Oggi siamo scelti da oltre 700 partner, ma soffriamo ancora della cultura italiana, che considera un’azienda di successo solo se ha una mega sede e una bella immagine, senza considerare davvero le performance e la qualità dei suoi servizi. Questo è un vecchio stereotipo che non esiste all’estero e dobbiamo combatterlo insieme, perché limita la crescita delle nostre aziende», conclude Collini.


























