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Digital Divide: 3 cose da sapere in vista della tappa romana di Assoprovider (28-29 giugno)

Digital divide – Passato e presente delle TLC Made in Italy, è il titolo del consueto evento che Assoprovider organizza nel mese di giugno (28-29, via Alibert, Roma).

La battaglia per la riduzione del divario digitale resta al centro di  tutte le attività di Assoprovider. Il tema del digital divide, con l’esclusione di molti dai benefici del progresso tecnologico che comporta, diventa ancora più importante nell’era della banda ultralarga.

Assoprovider nell’incontro di Roma racconterà quali sono le sfide e le iniziative, i progetti  attuali e quelli futuri, che mette in campo per contrastare gli effetti negativi del divario digitale e ridurre le disuguaglianze sociali nell’accesso alla Rete e alle nuove tecnologie.

Ma qual è lo stato del digital divide oggi e quali sono le minacce che comporta? Ecco tre cose da sapere.

La parola coniata da Al Gore

La questione digital divide inizia a diffondersi verso la metà degli anni Novanta. Esperti e studiosi dell’evoluzione della Rete evidenziano come la diffusione di Internet causi nuove forme di diseguaglianza sociale, con un gap crescente tra chi può accedere alle informazioni (information haves) e chi non ha i mezzi per farlo (i cosiddetti havenots).

Il primo a usare l’espressione, nel 1996 fu Al Gore, che nel maggio del 1996, se ne serve per mostrare un divario che sta formandosi tra gli information haves e gli have not e i rischi sociali che avrebbe potuto comportare.

L’espressione si è evoluta nel tempo. Oggi per divario digitale si intende soprattutto la divisione della popolazione mondiale in due tronconi: chi può godere dei benefici dell’avvento della società digitale e chi no. Una distinzione che causa fratture di natura socio-economica e culturale.

Non è un caso se a soffrire del digital divide, siano i soggetti più deboli: gli anziani, gli immigrati le persone affette da disabilità, le persone con un basso livello di istruzione. E più in generale, gli abitanti di piccole comunità che vivono in zone nelle quali i grossi operatori delle telecomunicazioni hanno pochi interessi a investire.

I tanti livelli del digital divide e tutti i numeri

C’è poi un’ulteriore distinzione tra digital divide di primo, secondo livello e terzo livello.. Per primo livello si intende la mancata copertura della popolazione con la banda larga fissa ad almeno 2 Megabit (Adsl, fixed wireless, ecc). Secondo le ultime rilevazioni di Agcom, effettuate nel 2018, il 5,6% della popolazione in Italia non gode di copertura Adsl.

Poi c’è il digital divide di secondo livello, ovvero la mancata copertura ai servizi di banda ultralarga, oggi sempre più necessaria per godere in modo adeguato dei servizi della Rete. Sempre secondo stime Agcom, la percentuale di italiani non coperti da banda ultralarga oscilla tra il 20 e il 40% della popolazione italiana.

Infine, si affaccia lo spettro di un digital divide di terzo livello, quello che riguarda per esempio la mancata copertura con fibra ottica nelle case: in Italia questo dato riguarda almeno il 20% della popolazione.

Avviare oggi una riflessione sul tema diventa ancora più importante, visti i progressi rapidissimi nel campo e le tante tecnologie ormai disponibili sul mercato, FTTHP, FTTC, FWA ecc., e le reti di nuova generazione, come il 5G.

Qui puoi leggere i tre presupposti secondo Assoprovider per affrontare al meglio la sfida del 5G.

Il digital divide al cuore delle attività di Assoprovider

Assoprovider è da sempre in prima linea per denunciare e rimuovere tutti gli episodi di discriminazione nell’accesso dei cittadini e delle PMI ai servizi Internet.

Negli anni, l’associazione ha vinto dure battaglie contro le multinazionali e con le attività dei suoi piccoli operatori ha contribuito a ridurre il divario digitale, investendo con le sue aziende nelle cosiddette aree a fallimento di mercato. E anche ideando nuove iniziative e progetti.

Progetti concreti, come la partnership con Legacoop, per favorire la distribuzione di fibra ottica in zone complesse, come le aree vittime del terremoto in Umbria (leggi di più su questa iniziativa).

L’evento di Roma sarà l’occasione per fare un bilancio delle soluzioni e delle ricette ideate negli anni da Assoprovider e parlare delle nuove sfide della Rete, che attendono PMI e cittadini. E di come affrontarle insieme.

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