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La blockchain: 5 cose da sapere sulla prossima Internet

La blockchain è la tecnologia del momento. Per gli esperti è come Internet 20 anni fa e sta per trasformarsi da un affare per pochi a un servizio di massa. Ecco cinque cose da sapere sulla rete peer – to – peer nata per transare bitcoin.

È la tecnologia del momento, è sulla bocca di tutti. La blockchain, la rete peer – to – peer nata per trasferire i bitcoin, la prima criptovaluta della storia, non è più solo una promessa.

I grandi gruppi bancari e assicurativi stanno già da tempo sperimentando la tecnologia per adattarla ai loro business. Mentre anche i big player del web (come Facebook e Amazon) hanno già adottato la rete distribuita per arricchire i loro servizi.

Ma cos’è la blockchain e quali sono le cose che bisogna sapere per comprendere il suo impatto nella vita di tutti? Ecco cinque cose da sapere.

  1. La catena della fiducia

Per comprendere la Blockchain devi immaginare un immenso libro mastro nel quale sono registrate tutte le transazioni che avvengono al suo interno. In termini tecnici, la rete è costituita dal collegamento tra milioni di computer nel mondo. Tutti i partecipanti ai “nodi” della Rete possono controllare le transazioni e le informazioni che sono veicolate all’interno del sistema, accedendo a questo enorme database.

La blockchain nasce come sistema per veicolare le prime criptovalute della storia, i bitcoin. Perché è rivoluzionaria? Perché le info e le transazioni che avvengono sono verificate dagli stessi membri della Rete, eliminando così il bisogno di intermediari, in qualsiasi campo da quello bancario, a quello assicurativo.

Inoltre, essendo un sistema decentralizzato, il rischio di frodi o di attacchi di hacker è minore. Un malintenzionato dovrebbe colpire tutti i nodi della Rete: ogni nodo conserva e archivia le informazioni, in modo da renderle immutabili e sicure.

  1. Non si conosce il nome del creatore della blockchain

La blockchain inizia la sua avventura il 31 ottobre del 2008 quando  viene pubblicato un documento, “Bitcoin: A Peer-to. Peer Electronic Cash System”, (ovvero, Bitcoin, un sistema di pagamento elettronico peer-to-peer) che delinea una moneta digitale costruita su alcuni concetti come sicurezza, fiducia, trasparenza, e soprattutto con la mancanza di un ente centrale, come le banche, con la funzione di regolare l’intero sistema.

Il protocollo è scritto da una persona (o da un gruppo) conosciuta come Satoshi Nakamoto di cui a oggi non è stata ancora rivelata l’identità.

  1. La blockchain si applica a tutto

Nata come dicevamo per permettere le transazioni di criptovalute, la rete peer to peer è applicabile a qualsiasi tipo di scambio, non solo di criptovalute. La blockchain e le sue potenzialità la rendono applicabile in una quantità incredibile di situazioni. Dal mondo assicurativo, all’immobiliare, alla supply chain, all’editoria, fino alle elezioni, che potranno avvenire all’interno di un sistema controllato e sicuro, come la rete peer to peer, allontanando così lo spettro di frodi.

Ma è nel mondo finanziario (e del payment più nello specifico) che la rivoluzione sarà ancora più forte. Le transazioni sulla Rete, senza il bisogno di intermediari e meccanismi di controllo, diventeranno più veloci e con costi minori. Pensiamo a come la blockchain apre la strada ai pagamenti in tempo reale, a come può facilitare i pagamenti transnazionali per aziende e privati, o a come può essere applicata per facilitare i micropagamenti.

  1. Avrà stesso impatto di Internet 20 anni fa

Per molti esperti ci sono tante analogie tra la blockchain e Internet di 20 anni fa:

“La blockchain ha sicuramente le potenzialità per avere un impatto molto grande, perché riguarda prima di tutto cose importanti come la fiducia delle persone e il denaro. Mi aspetto un impatto finanziario dello stesso ordine di Internet”, è il parere di Mauro Del Rio, uno dei pionieri del web, fondatore di Buongiorno, business digitale portato in Borsa e venduto poi per 300 milioni di dollari. Su Agi la sua intervista completa.

In comune con Internet 20 anni fa, la blockchain ha anche altro: il timing!

Come è successo con il web 20 anni fa, anche di blockchain se ne parla da dieci  anni e – secondo gli esperti –  siamo in una fase decisiva perché la tecnologia passi dall’essere uno strumento conosciuto e usato da pochi, a sistema adottato da tutti.

  1. La blockchain virtuosa dei Comuni

Non sono solo le aziende e i privati interessati alla blockchain, ma anche le istituzioni. Il Comune di Napoli, per esempio, sta lanciando la sua blockchain, anche Assoprovider collabora al progetto, per favorire comportamenti virtuosi. In parole semplici, i cittadini che realizzano azioni civiche verranno premiati con una loro criptomoneta (o token) che sarà equiparato a un euro, e potrà essere utilizzato nei negozi e nei circuiti convenzionati. Per gli interessati, le evoluzioni del progetto saranno presentate il 12 giugno in un evento a Napoli, presso la sede dell’Ordine dei Commercialisti.

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