La startup che innova i provider: ecco evoseed

A 11 anni salda schede elettroniche. La passione verso l’IT lo porta ad appassionarsi al mondo delle BBS, il filtro delle prime comunicazioni telematiche amatoriali, e poi a entrare nel circuito Fidonet.

Paolo Visintin, partner di Assoprovider con la sua evoseed, ha uno straordinario bagaglio di esperienze nel mondo IT, sia come imprenditore che come manager. La prima azienda che fonda si occupa di integrazione di sistemi e si specializza in applicazioni per il mondo voip. Durante questa sua prima parentesi imprenditoriale conosce un cliente, Timenet, di cui diventerà poi consigliere di amministrazione e direttore tecnico:

«Avevamo l’idea di creare con loro un servizio di fax virtuale che avesse anche la portabilità del numero. Loro avrebbero messo la struttura e noi la tecnologia. Le cose sono andate così bene che ho poi deciso di entrare nel board dell’azienda. In dieci anni, abbiamo portato Timenet da 2 a 10 milioni di fatturato e da 12 a 50 dipendenti, trasformandola da azienda di rivendita in un’azienda di produzione», racconta Paolo.

Il problema dei problemi 

L’esperienza con Timenet gli fa osservare sempre più da vicino il mondo delle tlc e le sue evoluzioni. Un mercato nel quale l’offerta della sola vendita di servizi di connettività iniziava a non essere più sostenibile per gli operatori:

«Per fare margine con i servizi di connettività, le aziende dovrebbero stipulare contratti all’infinito. Invece la strada da percorrere è costruire servizi a valore aggiunto per aumentare la retention del cliente», sottolinea Paolo.

Tuttavia, gli operatori di prossimità spesso non hanno il tempo di sedersi e disegnare nuovi servizi, perché troppo impegnati a consolidare le relazioni con i propri clienti. Ed è proprio pensando a una risposta a questo problema che Paolo dà vita alla sua evoseed:

«Nasciamo con l’idea di diventare un partner sul fronte della ricerca con le aziende. Lo facciamo sia lavorando in collaborazione con l’azienda, per sviluppare servizi innovativi, sia proponendo loro le soluzioni che nascono dalle analisi di mercato e dai test del nostro team», sottolinea Paolo.

Tra i progetti nati in Evoseed, Intoona e CloudTik

Paolo ci racconta la genesi e la funzionalità di due progetti nati in casa evoseed. Il primo è Intoona un sistema di intelligenza artificiale che risponde al telefono ed effettua chiamate, interagisce in linguaggio naturale con i clienti, trascrivendo le conversazioni:

«Intoona è nato dall’esigenza di una startup, che aveva sviluppato un proprio motore di intelligenza artificiale e voleva integrare la parte di Voice AI. Abbiamo allora realizzato un prototipo insieme, integrando, tra le altre cose, CRM con l’AI, per una soluzione che diventa efficace anche per chi propone centralini virtuali», precisa Paolo.

Il secondo progetto è CloudTik, interfaccia web centralizzata per gestire in modo semplice e diretto i router MikroTik da un solo pannello: 

«Siamo partiti con delle campagne a pagamento, dove abbiamo chiesto se l’idea poteva essere interessante. Le persone interessate potevano poi iscriversi a una piattaforma, per confrontarsi con il nostro team di sviluppo sulle funzionalità necessarie. Abbiamo visto che c’era l’attenzione di un centinaio di contatti in target. Solo allora, siamo andati avanti con lo sviluppo», spiega Paolo.

«Questo è un progetto che racconto per far comprendere il metodo lean che seguiamo. Partiamo da un’analisi snella del bisogno espresso dal cliente, definiamo un’ipotesi di soluzione e la validiamo sul campo, prima ancora di averla sviluppata. In questo modo possiamo sviluppare solo quello che effettivamente serve e risparmiare tempo e denaro. Possiamo dire che anziché da semplice fornitore operiamo da team interno di Ricerca e Sviluppo ad interim, aiutando il cliente a fare di volta in volta le scelte giuste», conclude Paolo.

L’amicizia lunga con Assoprovider

La collaborazione con Assoprovider risale ai tempi di Timenet. Con evoseed, Paolo ha voluto dare fiducia ancora una volta alla nostra associazione: 

«Sono molto soddisfatto della strada che l’associazione ha intrapreso con gli eventi dal vivo e la voglia di divulgare e comunicare le innovazioni che Assoprovider sta dimostrando nel tempo», conclude Paolo.