LoRaWAN e Internet delle Cose: vantaggi e burocrazia secondo l’esperto Marco Caldarazzo

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Cos’è LoRaWAN, perché se ne parla tanto e come può diventare una grande opportunità per tutti i provider indipendenti? Per rispondere a queste domande, e a tante altre curiosità, intervistiamo Marco Caldarazzo, Ceo di Metrowimax, e responsabile in Assoprovider del progetto LoRaWAN. Marco aiuta i soci dell’associazione a saperne di più sulla tecnologia e a favorirne la sperimentazione:

«Questa tecnologia è rivoluzionaria perché permette ai piccoli operatori di confrontarsi con i big player delle tlc alla pari, puntando tutto sulla creazione di servizi personalizzati e innovativi», spiega Marco.

Cos’è LoRaWAN

LoRaWAN è, innanzitutto, una rete di telecomunicazione wireless, progettata per favorire la comunicazione tra dispositivi elettronici. Si tratta di un LPWAN, acronimo che sta per Low Power Wide Area Network. Grazie alle sue caratteristiche è considerata la rete ideale per supportare le tecnologie nell’ambito dell’Internet delle Cose:

«La tecnologia esiste da diversi anni per mettere in comunicazione le macchine del settore industriale. Il suo punto di svolta coincide con la diffusione delle tecnologie legate al comparto dell’Internet delle Cose, destinato a crescere: secondo le stime degli esperti, saranno 80 miliardi gli oggetti connessi entro il 2025. Quello che serve è una rete a copertura nazionale, il compito che abbiamo intenzione di realizzare con la collaborazione delle aziende in Assoprovider».

Dal punto di vista tecnico LoRaWAN si basa su una tecnologia LoRa (long rage) che è stata creata da Semtech, con un modello di sviluppo open: chiunque può costruire reti, dispositivi e servizi verticali sul protocollo. La fondazione Lora Alliance, è una no profit nata per favorire la diffusione di LoRaWan su scala globale, come raccontiamo qui.

Le opportunità e i vantaggi di LoRaWAN

LoRaWAN è una tecnologia di grande flessibilità che può avere applicazioni in campi svariati: dalle smart city, all’industria, all’agricoltura, fino alla logistica. Inoltre, è alla portata di tutti: ha bassi costi di implementazione, consumi relativamente bassi, e può supportare reti di grandi dimensioni con milioni di dispositivi: 

«Oggi per un piccolo o medio operatore delle tlc confrontarsi con i big player su campi come la connettività diventa sempre più complesso. LoRaWan, al contrario, permetterebbe ai piccoli di presentarsi sul mercato alla pari dei grandi, focalizzandosi sempre più su servizi di qualità, sia destinati ai privati che alle aziende».

Marco immagina un contesto nel prossimo futuro in cui nascerà una rete LoRaWAN di copertura nazionale, grazie a un lavoro sinergico tra i provider indipendenti: 

«Una copertura nazionale consentirebbe a un operatore siciliano di vendere servizi verticalizzati ad aziende della Valle D’Aosta e viceversa. L’esempio dell’Olanda, Paese all’avanguardia su LoRaWAN, lo insegna. In Olanda è presente una rete confederata che consente ai provider di fare accordi diretti con le aziende che sono impegnate nel settore dell’IOT. L’idea di Assoprovider è di creare un network simile per condividere buone pratiche e servizi».

Un mercato ancora inesplorato (ma occhio alla burocrazia)

Marco ci svela un altro vantaggio per le aziende che oggi decidono di sperimentare la tecnologia: l’assenza di grandi player in Europa.

«Rispetto al mobile, dove per competere gli investimenti sono tanti, con LoRaWAN un gateway può avere un costo nell’ordine delle migliaia di euro. Se è vero che Semtech è una delle aziende leader, il vero mercato inesplorato è quello sul fronte delle applicazioni, nel quale non c’è ancora un dominatore. Pertanto, lo spazio e le opportunità sono per tutti».

Una dichiarazione che si scontra con un quadro normativo in Italia ancora poco agevole, sul quale Assoprovider e i suoi legali provano a fare chiarezza. 

Secondo le leggi italiane, le frequenze (863-870 MHz) sono gestite dal dicastero della Difesa, per impieghi primariamente militari e di difesa nazionale e non sono utilizzabili per la creazione di reti pubbliche, mentre sono possibili sperimentazioni per uso privato. 

Questo malgrado – come fa notare l’avvocato Vincenzo Gallotto –  una decisione di esecuzione a cura della Commissione Europea (2018/1538) dell’11 ottobre 2018. 

Questa decisione chiede di armonizzare lo spettro radio per il futuro utilizzo, tra gli altri, “di sistemi ‘Internet of Things’ nelle bande 874-876 MHz e 915-921 MHz. Pur lasciando in ogni caso impregiudicata la facoltà da parte dei singoli Stati europei di riservare discrezionalmente parte delle medesime frequenze al mantenimento degli impieghi militari e di sicurezza ivi in essere”.

In attesa di un quadro normativo più favorevole, oggi chiunque volesse fare uso della frequenza per delle sperimentazioni può compilare un modulo di richiesta, con il pagamento di istruttoria di 250 euro, la presentazione di un test plan di sintesi relativo alle proprie attività e altra documentazione, direttamente alle email istituzionali del MISE. Per altre informazioni tecniche puoi scrivere a segreteria@assoprovider.it.

Gli impegni di Assoprovider per LoRaWAN

Marco guida un team di pionieri in Assoprovider che già da diversi mesi sperimentano la tecnologia e le sue potenzialità. Assoprovider riserva ai suoi soci più incontri al mese (tra corsi, webinar e anche incontri fisici nella sede campana, che ripartiranno dopo l’emergenza) per offrire consigli utili ad altri provider che vogliono approcciarsi alla tecnologia:

«Lavoriamo su più fronti. Quello legale con i nostri avvocati, quello formativo e poi sulla creazione di partnership a livello europeo. Come associazione abbiamo già chiesto di entrare a far parte di Lora Alliance».

Oltre a invitare tutti gli interessati a LoRaWAN a iscriversi all’associazione, Marco offre qualche consiglio per iniziare a capire di più sulla tecnologia:

«Innanzitutto partecipate alle community online, come la più gande   https://www.thethingsnetwork.org/, che è un po’ una sorta di “Guida Intergalattica a LoRaWAN”. E poi  studiare alcuni casi di successo a livello internazionale, per trovare la giusta ispirazione. Come le tante soluzioni incredibili nate grazie alla tecnologia, come Lacuna che supporta il monitoraggio di specie in via d’estinzione, come gli elefanti della Foresta Tropicale, e Beep che opera per consentire una gestione “smart” degli alveari», conclude Marco.