[WEBINAR] Assoprovider presenta il nuovo Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche: seconda parte

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Ecco cosa prevede la Direttiva UE 2018/1972, il nuovo Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche, su spettro radio, Radio LAN, aiuti di Stato e cybersecurity.

Dopo il successo del primo webinar di approfondimento sul nuovo Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche (clicca qui per leggere una sintesi e rivedere la puntata), prosegue l’analisi di Assoprovider della Direttiva UE 2018/1972 guidata dall’ingegner Alfredo Pasini, libero professionista, consulente per aziende di Telecomunicazione, Internet Service Provider ed Emittenza Radiotelevisiva.

Ad aprire l’appuntamento Marcello Cama, vicepresidente nazionale di Assoprovider, che ha raccontato il successo della prima puntata, con più di 150 persone registrate e tre nuovi iscritti all’associazione dei provider dipendenti. Nella sua introduzione, Cama ha ricordato come il Codice Europeo sia “la patente per gli operatori delle tlc” e che quindi “per fare questo lavoro non si può non conoscerlo”.

Spettro Radio: uso efficace ed efficiente

Dopo un riepilogo del precedente appuntamento, il webinar entra subito nel vivo con le norme riguardanti lo Spettro Radio. Il Nuovo Codice Europeo prevede che tale risorsa vada impiegata in maniera efficace ed efficiente: trattandosi di un bene pubblico, non si può rischiare infatti che non venga utilizzato nella sua totalità.

A tal fine, le autorità competenti devono stabilire determinate condizioni associate ai diritti d’uso, compreso il livello d’uso obbligatorio: in sostanza, le autorità possono revocare tali diritti, se lo Spettro Radio non viene impiegato a dovere, quindi secondo i criteri di efficacia ed efficienza citati. Il principio è quello dello use it or lose it: l’operatore deve utilizzare lo spettro radio che gli viene concesso, altrimenti rischia di perderlo.

Si tratta di una norma importante perché in sostanza vieta il cosiddetto accumulo anticoncorrenziale ed evita le barriere all’ingresso nel mercato, favorendo in questo modo gli operatori indipendenti e di prossimità. A tal fine, il Codice promuove anche l’affitto dei diritti d’uso dello Spettro e la condivisione delle frequenze e delle infrastrutture.

Sullo spettro radio, la norma europea sancisce anche un altro principio fondamentale, purtroppo oggi disatteso dalle leggi italiane: il sistema di autorizzazioni deve essere il più adeguato e meno oneroso possibile. I contributi quindi non devono diventare degli oneri finanziari eccessivi, anche per favorire gli investimenti nel settore. 

Quella della riduzione dei contributi amministrativi è una battaglia che Assoprovider non smetterà di portare avanti fino a quando il diritto italiano non riconoscerà i principi enunciati dalle nuove norme europee.

Sulla battaglia di Assoprovider, leggi anche: [APodcast] Assoprovider e la battaglia dei piccoli contro i grandi (e la legge del più forte) 

Radio LAN, l’alternativa possibile

L’approfondimento prosegue poi con l’analisi relativa agli articoli del Codice sulle RLAN o Radio LAN. Negli ultimi anni, è cresciuta molto la domanda di spettro radio e di capacità a banda larga senza fili da parte degli utenti finali. 

Tenuto conto di questo aspetto, è sempre più necessario implementare soluzioni alternative per l’accesso. Il Codice, in quest’ottica, promuove l’utilizzo dei sistemi di accesso senza fili a bassa potenza, come possono esserlo appunto le RLAN. 

Attraverso questa tecnologia, si raggiungono due risultati importanti:

  • Migliora l’accesso per gli utenti finali;
  • Garantiscono l’offload del traffico mobile per gli operatori.

Il Codice quindi prevede che vengano eliminate eventuali restrizioni all’installazione e all’interconnessione dei punti di accesso RLAN.

Cyber Security: gli obblighi degli operatori

Sul fronte della sicurezza informatica, il Codice stabilisce un principio che dovrebbe essere già evidente a tutti: i fornitori, sia di reti pubbliche che di servizi di comunicazione elettronica, dovrebbero sempre essere tenuti ad adottare il massimo livello di sicurezza per le proprie reti e servizi, con misure adeguate e proporzionate di natura tecnica e organizzativa. Tra le misure oggi a disposizione, l’articolo 40 del Codice nomina in particolare la crittografia.

Quando tali misure di prevenzione non bastano e si verificano quindi degli incidenti di sicurezza, gli Stati Membri impongono ai fornitori di reti e servizi di comunicare tempestivamente quanto accaduto, in base all’entità dell’incidente. In alcuni casi, l’autorità competente avvisa della violazione di sicurezza gli altri Stati Membri e l’ENISA, l’Agenzia dell’Unione europea per la cybersicurezza.

Gli operatori interessati, poi, sono invitati a fornire agli utenti interessati dalla violazione di sicurezza misure da prendere per limitare i danni.

Mappatura e aiuti di Stato: le opportunità per gli operatori

Tra gli argomenti più interessanti di questo secondo webinar sul Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche, quella relativa alla mappatura geografica delle reti. In sostanza, la Direttiva prevede la realizzazione di una mappatura delle reti a banda larga esistenti e un’altra con la previsione della portata delle reti ad altissima capacità (VHCN), in modo da individuare eventuali aree in cui non sono presenti o previste VHCN.

Su questo punto si giocherà poi la partita degli aiuti di Stato, fondi pubblici destinati appunto all’installazione di reti di comunicazione elettronica, in cui potranno essere coinvolti gli operatori.

Per approfondire questo e altri aspetti del Codice, puoi rivedere il webinar completo – gratuitamente per i soli soci Assoprovider – andando sulla nostra piattaforma di eventi online Apeventiweb: https://apeventiweb.it/il-nuovo-codice-delle-comunicazioni-elettroniche-europeo-sessione-riservata/ 

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