[WEBINAR] Assoprovider presenta il nuovo Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche

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Tutte le novità della Direttiva UE 2018/1972, il nuovo Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche, che valorizza le attività dei provider indipendenti, operatori di prossimità.

«Il nuovo Codice Europeo valorizza gli “Operatori di Prossimità”, un nuovo concetto che Assoprovider ha introdotto per identificare i provider indipendenti, nasce leggendo l'Articolo 16 :
Gli Stati membri hanno la facoltà di non applicare i diritti amministrativi alle imprese il cui fatturato è inferiore a una determinata soglia o le cui attività non raggiungono una quota minima di mercato o hanno una portata territoriale molto limitata” 

pertanto si dà la facoltà ai Paesi membri dell’UE di azzerare i contributi amministrativi sulle frequenze licenziate per quegli operatori disposti ad investire nelle zone a “fallimento di mercato”» : con queste parole di Marcello Cama, vicepresidente nazionale di Assoprovider, comprendiamo l’importanza del nuovo Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche.

Il Codice, ha spiegato ancora Cama all’inizio di un webinar dedicato alla norma europea, organizzato da Assoprovider con il contributo di AVM, SICE e TP-Link, e la regia di LabTV, diventa “il nostro ABC” come provider, una sorta di “patente per operare nel settore”.

Il consigliere Assoprovider ha introdotto l’appuntamento in streaming dello scorso 26 marzo, spiegando inoltre come oggi Assoprovider sia “il più

 grande network dell’ICT in Italia: siamo di fatto la più grande e diffusa azienda di specialisti nel networking”. Un’entità che le autorità italiane non potranno più ignorare, come spesso è accaduto, anche perché il nuovo Codice introduce molte delle richieste che Assoprovider ha avanzato negli anni, come la riduzione dei contributi amministrativi sulle frequenze licenziate.

Cama ha poi introdotto il relatore principale dell’appuntamento, l’ingegner Alfredo Pasini, libero professionista, consulente per aziende di Telecomunicazione, Internet Service Provider ed Emittenza Radiotelevisiva, che ha snocciolato nel dettaglio tutte le novità del Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche.

Approvazione del Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche: a che punto siamo in Italia?

Innanzitutto, l’ingegner Pasini ha introdotto il nuovo Codice dal punto di vista del suo percorso legislativo: il nome ufficiale della norma è la Direttiva (UE) 2018/1972, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea nel 2018, insieme al regolamento 2018/1971 che modifica la disciplina del BEREC (Body of European Regulators for Electronic Communications), che è il regolatore europeo delle comunicazioni elettroniche, in sostanza, l’AGCOM europea. Come spiega Pasini, il BEREC è fondamentale nella riforma del Codice Europeo, perché ne dà attuazione.

A seguito dell’approvazione europea, l’Italia, come tutti i Paesi membri, è obbligata a recepirlo, modificando quindi la propria normativa nazionale in materia, che è al momento esplicitata dal decreto legislativo 259/03.

L’Italia sta procedendo con una legge di delegazione europea, dove sono contenute diverse direttive comunitarie oltre al Codice delle comunicazioni. Tale provvedimento è stato approvato dal Senato il 29 ottobre 2020 e trasmesso alla Camera, dove attualmente è in esame presso la XIV Commissione Politiche UE in sede Referente.

Come spesso accade, siamo in ritardo: le nuove regole del Codice si applicano infatti in tutta Europa già dal 21 dicembre 2020 e gli Stati membri avrebbero dovuto recepire la direttiva entro quella data. Nei confronti dell’Italia è stato quindi aperto un Pre-Contenzioso.

In ogni caso, l’Italia è in “buona” compagnia sul ritardo: solo Grecia, Ungheria e Finlandia, tra i membri UE, hanno già recepito la direttiva.

Il Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche: le principali novità

All’articolo 1, il Codice Europeo rende immediatamente chiari i propri obiettivi principali. Che sono di creare un “mercato interno delle reti e dei servizi di comunicazione elettronica”, per la realizzazione e la diffusione capillare di quelle che vengono definite “reti ad altissima capacità”, un’altra definizione chiave della Direttiva, che va a sostituire in sostanza i concetti di Banda Larga e Banda Ultra Larga.

Come spiega nel corso dell’appuntamento l’ingegner Pasini, la definizione delle Reti Ad Altissima Capacità (o VHCN, dall’inglese Very High Capacity Network) è affidata al BEREC, che diventa quindi, come accennato, fondamentale nel contesto del nuovo Codice. Secondo questa nuova definizione, tutte le famiglie europee, anche in aree rurali, dovranno poter navigare con una connettività di almeno 100 Mb/s, entro il 2025: velocità che potrà essere raggiunta attraverso elementi in fibra ottica, ma anche con reti fisse e wireless, purché consentano la stessa velocità, nell’ottica del principio di neutralità tecnologica.

Questo quindi l’obiettivo fondamentale del Codice, che viene raggiunto, leggiamo ancora nell’articolo 1, attraverso “concorrenza sostenibile, interoperabilità dei servizi di comunicazione elettronica, accessibilità, sicurezza delle reti e dei servizi e vantaggi per gli utenti finali”. La Direttiva prevede inoltre che a tutti i consumatori e gli utenti finali (un’altra distinzione importante, introdotta dal Codice e sottolineata con chiarezza dall’ingegner Pasini), sia garantita “la fornitura […] di servizi di buona qualità accessibili al pubblico e a prezzi abbordabili, attraverso una concorrenza efficace e un’effettiva possibilità di scelta”, con particolare occhio di riguardo agli utenti finali affetti da disabilità.

Tra le altre novità introdotte dal Codice:

  • Maggiore protezione riservata ai consumatori, soprattutto per semplificare il passaggio tra fornitori di servizi;
  • Introduzione nella normativa, per la prima volta, di una chiara definizione dei servizi di comunicazione interpersonale (pensiamo a WhatsApp);
  • Istituzione di un sistema di allarme pubblico per inviare ai cittadini, attraverso i numeri di telefono cellulare, avvisi in caso di calamità naturali o altre gravi emergenze;
  • Creazione di una regolamentazione prevedibile, da parte degli Stati membri, agli operatori, per concedere l’utilizzo dello spettro radio per la banda larga senza fili per almeno 20 anni: la finalità è qui di promuovere gli investimenti, soprattutto sul fronte caldo della connettività 5G
  • Introduzione di nuove bande di frequenza per la connettività 5G per connessioni internet più veloci e migliore connettività;
  • Incoraggiamento della concorrenza, con nuove norme sull’accesso degli operatori alle reti: per gli operatori deve diventare più semplice investire in nuove infrastrutture ad altissima capacità, anche in aree remote;
  • Nuove norme in materia di autorizzazione generale per le imprese che forniscono reti e servizi di comunicazione elettronica;
  • Introduzione dell’obbligo di “Sintesi contrattuale”, ovvero la presentazione al consumatore di un documento che sintetizzi le informazioni necessarie contenute nel contratto di fornitura di servizi di comunicazione elettronica.

È possibile rivedere la replica completa del webinar registrandosi a questo link:

Contributi Amministrativi: la battaglia di Assoprovider

Il nuovo Codice Europeo introduce, come accennato, alcune novità fondamentali in materia di contributi amministrativi per le frequenze licenziate, un punto su cui Assoprovider ha avviato le sue ultime battaglie.

Oggi, infatti, la norma italiana prevede che il costo delle frequenze licenziate arrivi a ben 7mila euro all’anno: un costo insostenibile per un provider indipendente, che spesso garantisce connessione e servizi a soli dieci utenti. Per fare un confronto, la Francia prevede un contributo di circa 700 euro annui. Un sistema reso ancora più iniquo dal fatto che i grandi operatori del settore possono godere di uno “sconto quantità” di circa il 75 per cento, a discapito dei piccoli provider.

L’ingegner Pasini spiega come la Direttiva UE 2018/1972 dia sostanzialmente ragione alle richieste di Assoprovider. Prevede infatti che i contributi amministrativi dovrebbero “coprire i soli costi amministrativi sostenuti per la gestione, il controllo e l’applicazione del sistema di autorizzazione generale, dei diritti d’uso e degli obblighi specifici”. In sostanza, i contributi richiesti agli operatori non possono essere più elevati dei costi amministrativi effettivamente sostenuti dalle autorità: una norma dirompente per il sistema com’è oggi concepito in Italia.

Non solo. Il Codice prevede anche che i contributi siano imposti in modo “trasparente, obiettivo e proporzionato, rendendo di fatto impossibile un trattamento di favore nei confronti dei grandi operatori. 

La Direttiva dà infine la facoltà, non purtroppo l’obbligo, di non applicare tali contributi amministrativi ai piccoli provider, ovvero agli operatori che non superano una determinata soglia di fatturato o non raggiungono una certa quota di mercato, o che hanno portata territoriale limitata. In sostanza, la Direttiva, almeno nella sua ispirazione, favorisce le attività degli operatori di prossimità, che oggi in Italia – specie dopo l’avvento della pandemia – contribuiscono a ridurre il Digital Divide.

Sulla battaglia di Assoprovider con riguardo ai contributi amministrativi, leggi anche: [APodcast] Assoprovider e la battaglia dei piccoli contro i grandi (e la legge del più forte) 

Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche: il secondo appuntamento con Assoprovider

Come abbiamo visto, il Codice Europeo introduce tante importanti novità per il mercato delle comunicazioni elettroniche in Italia e, quindi, per tutti gli operatori del settore. Ecco perché Assoprovider ha previsto un secondo webinar sull’argomento, sempre con il contributo dell’ingegner Pasini, che stavolta si concentrerà in dettaglio su:

  • Spettro radio Radiolan;
  • Mappatura geografica delle installazioni di rete;
  • Investimenti sulle reti ad altissima capacità;
  • Cybersecurity.

Appuntamento il 6 Aprile 2021 alle ore 16. Il webinar è gratuito per i soli soci di Assoprovider, mentre è prevista una quota di partecipazione per tutti gli altri interessati.

Maggiori informazioni e registrazione al link: https://opentlc.it/1eventiwww 

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